Checcefrega de Cat Woman
Molti anni prima di "Music Farm" un esponente (simpatico ma un po' sfigato, a dire il vero) dell'estetica "queer" nostrana, il cantautore Ivan Cattaneo, aveva rubato il titolo per una sua canzone (clicca qui per un assaggio: http://olio-music.jp/contents/album_index.aspx?id=tTVEZ) a uno storico (e imperfetto, non credibile, malriuscito, eppure affascinante) film del 1930, "Madame Satan" (Madam Satan, senza "e", nella versione originale). Il testo della canzone è abbastanza bruttino, genere spaghetti-vampyr, ma c'è almeno una frase ispirata che ci rimanda di sponda al film: "dai facci un peccato, un peccato per noi".
La Madam(e) Satan del film (di De Mille, quello di "Giubbe Rosse", "Sansone e Dalila", "I Dieci Comandamenti". Incredibile ma vero!!) è in realtà una Manhattanite WASP molto perbene che si trasforma in maliarda peccatrice (e seduttrice) per riprendersi il marito fedifrago. Smessi i panni di newyorkese upper-class, tradita e frustrata, la sign
ora, archiviata la giacca avvitata, il mezzo tacco e i boccoli, si presenta a un PARTY IN COSTUME SU UNO ZEPPELIN (oh my god, questi vezzi newyorkesi di inizio secolo!!) vestita proprio da Madam(e) Satan al grido di battaglia di "Who wants to go to Hell with Madam Satan?". Ovviamente sarà un tripudio di prenotazioni per questo viaggetto all'inferno, ca va sans dire...
Prima di saturare questo post di spoilers, però, vi voglio presentare Monsieur Adrian Greenberg, per gli amici e i fans più hardcore semplicemente ADRIAN, la regina dei costumisti di Hollywood di tutti i tempi (specializzato in GOWNS, abiti da donna, preferibilmente lunghi) e creatore del costume di Madame
Come non amarlo, vero girls? Un umile ragazzo del Connecticut diventato vedette di Hollywood, costumista di Greta Garbo e Katherine Hepburn. Ici la co(u)t(ur)e, è proprio il caso di dirlo, non credete? Chi pensate che abbia inventato la linea a "piramide rovesciata" poi ripresa negli '80? Chi credete che abbia vestito i piccoli "Munchkins" nel Mago di Oz?
Chi ha trasformato Greta Garbo in Mata Hari? Lui, sempre lui, il grande Adrian, celebrato anche da una bella mostra al Metropolitan Museum intitolata, semplicemente, "Adrian: American Glamour".
Con questa storia edificante, piccolo viaggio dalle asperità del Connecticut ai glitter (e ai glitterati in bianco e nero) di Hollywood, vi saluto, calzamaglie, annunciandovi che per il prossimo post mi rimpallerò dal camp al groovy. Vi parlerò di bambole. Quindi non perdetelo, bambole.
(Madame) Cherry Cupcake
















