Indie boia speriamo che tu mòia
Stefano ha chiesto la rimozione del post. Come biasimarlo del resto.
President.
Stefano ha chiesto la rimozione del post. Come biasimarlo del resto.
President.

Lo zucchero a velo, per me è una cosa fantastica. Il caffè lo prendo amaro, preferisco un cucchiaino di zucchero a parte. Meglio se a velo. E dato che mi piace tanto mi diverto a stenderlo sulle torte, colorandolo con delle gocce rosse d’amore o verdi piperita, o blu come il cielo (ma più difficili da trovare).
E non capisco perché da noi non si trova il rotolo da stendere, l’Icing Sugar tipo pastafrolla della Coop. In Svezia si trova?
Guardate che torte meravigliose si possono fare! Anche la mia Hello Kitty birthday cake verrebbe uno spettacolo col fondant!

E comunque non è delizioso anche lo zucchero filato? Il “Cotton Candy”, anche il nome è bellissimo!
guardate che meraviglia…
…e in tema coi nostri pigiama party propongo questo set che è una chicca (e sarebbe un successo per i nostri fan se lo proponiamo in uno show, che ne pensi Cherry Cotton Candy?Magari in occasione del ritorno della Miss President facciamo una festa tutta con zucchero filato!)

Dolci saluti a tutte, mie care signore!
Ricordo l’appuntamento di domani sera @ CIRCOLO L’INCONTRO di Tavarnuzze
THE PIPERITA PATTIES COTTON CANDY SHOW…
un abbraccio,
yours MinnieLou
Ovvero: The ready-made guide to London for cool beginners (il presidente e i suoi amici)
Siccome sono una a cui piace tantissimo giocare alle signore, vi dirò che l’unico club di Soho, West end, in cui mi sentirei di andare oggi è il “Punk”, dieci pounds prima delle 11.30 pm, quindici pounds se volete tirarvela e entrare più tardi. Di “punk” non c’è un tubo, piuttosto il solito “funky”, qualunque cosa voglia dire, che attanaglia il West end dacchè Londra è Londra (un po’ come il “bel canto” dacchè Sanremo è Sanremo, anzi, PERCHE’ Sanremo è Sanremo) però, sapete com’è, questo “Punk” va tanto di moda, e a me le cose passeggere e fuggevoli ogni tanto mi piacciono. Ma mi piacciono anche le istituzioni e le autorità quando ormai non lo sono più e detengono, invece del potere, un’irresistibile allure decadente, polverosa e nostalgica.
Una volta, ad esempio, (e per “una volta” intendo il ventennio a me caro fra gli anni ’80 e tre anni fa) fra le istituzioni londinesi c’era il “Camden Palace” (ex The Music Machine), in Camden High Street, Camden Town (Londra Nord). Oggi no, non c’è più. O meglio, c’è ancora ma si chiama “Koko”, ed è l’avamposto notturno della rivista NME. Pertanto, da discoteca d’altri tempi, è diventato un covo di festaioli indiavolati. A parte diversi concerti “mainstream”, il club ospita qualche serata “carina”. Io consiglio vivamente la “Buttoned Down Disco”, che solitamente si svolge di sabato, se volete farvi un’idea di quanto sia “fanatico” l’ambientino degli “indie kids” londinesi. Ad esempio, se decidete di andare prenotatevi su Internet…sono talmente “snob” che non si può semplicemente comprare il biglietto e entrare, è tutta una gara a chi ci tiene di più
Date anche un’occhiata al programma del Barfly di Camden, in 49 Chalk Farm Road. Come locale è brutto e anonimo, però ogni tanto c’è qualche concerto carino ( e/o dj set di rockstar quotata ma friendly ) a prezzi modici, anche di pomeriggio, subito dopo lo shopping…
Piuttosto, se avete voglia di rockabilly, nerd o geek che sia, informatevi sugli eventi del Bloomsbury Bowling Lanes and Bar, un locale nel cuore di Londra, off Russell Square, dove potete giocare a bowling e, se siete fortunati, partecipare a uno dei frequenti combo concerto+party rockabilly che si tengono in questo spazio in stile anni ’50.
Ma se volete essere veramente “cool” dovete transitare necessariamente nell’East End, dove ci sono i locali e i negozi più fighi della città.
I Fracula (Mirko e Marko) li vedrei bene al 93 Feet East, locale di impronta “nu rave” che dà proprio su Brick Lane, Shoreditch, East End. Quasi di fronte c’è il Vibe Bar, dove fanno reggae, quindi è sconsigliabile per una serata, ma consigliabilissimo per una o più birre pomeridiane perché ha un giardinetto ganzo e dei divani COMODISSIMI!!
Sempre a Shoreditch, in Hoxton Square, c’è una delle più recenti (e già obsolete) istituzioni londinesi, l’Hoxton Square Bar & Kitchen, dove hanno iniziato la loro carriera di djettes le Trashpussies (Pixie Geldof e Fifi Brown), e noto ritrovo di alternativi di tendenza locali e stranieri.
Famosissima la serata “Boombox”, dove il “queer” incontra il fluorescente per la solita figata londinese che passa e va.
Comunque Shoreditch domina!
Per quanto riguarda lo shopping, mi limito a segnalarvi due fermate: Laden (Brick Lane) e Superette (Brick Lane), due negozi molto diversi che rappresentano bene la doppia anima del quartiere.
President se poi ti trovi in centro ti straconsiglio la sezione SPIRIT di Selfridge’s…
In conclusione, ricordati che Teenstellar è un po’ il ritratto di un/una adolescente londinese…E t’ho detto tutto…Buon viaggio!!!!!!!!!!!!!!!!
Già che ci sono vi consiglio anche il concerto delle meravigliose Piperita Patties (transgender) a Tavarnuzze il 28 c. m., come da volantino
Cherry “Outcools-the-world” Cupcake
Il pie maker si chiama Ned ed ha un dono speciale:he can touch dead things and bring them back to life...
e fin qui tutto bene, ma il dono di Ned not only give but also take…
Il ritorno dalla morte può infatti durare solo 60 secondi, se Ned non tocca una seconda volta il resuscitato entro tale intervallo di tempo, qualcun’altro muore ….
chi? qualcuno, a caso, nei dintorni:si tratta di una random proximity thing.

Il dono di Ned è particolarmente apprezzato da un investigatore privato di nome Cod che si guadagna da vivere risolvendo morti misteriose…
Ned adora fare torte alla frutta e Cod ama fare la calza (geniale la fondina per pistola in angora).
I personaggi femminili pure non sono affatto male: le coprotagoniste Olive e Charlotte sono sempre stilosissime…
dalle scarpe al foulard…
Ma assolutamente fantastiche sono le zie di Charlotte, di mestiere ex-sirene, vivono in un mondo di payettes/squame, costumi di scena a tema complicatissimi e tutti completamente impermeabili.
Sono tristi per la morte della nipote, anche perchè non sanno e non possono sapere che Charlotte “Chuck” in realtà non è più morta e adorano il formaggio…
La voce narrante, con un accento deliziosamente affettato, racconta la storia in rima e fa un po’ l’occhiolino
al Tim Burton di Vincent (un cortometraggio animato con la voce di Vincent Price delizioso: se no lo avete visto PROVVEDETE!!!).
per ora non vi svelo altro
la vostra affezionatissima
PaJama Pow
no passport needed in uk
been 4 times just with my hygienic paper carta d’identità (leggasi con accento Mal dei Primitives)
Ebbene tutto questo babylon era giusto per preparavi ad un succulento post di recensione di un serial che ha già fatto impazzire più di un tavarnellino…in cui se il protagonista tocca le fragole “rotten” queste, nelle sue mani, tornano fresche e profumate come l’aria di Reading.
Vorrei potervi far partecipare del mio potere farmaceutico… ma non so quanto possa essere untile a una Fi-Pi-Li , Fi-Si e tutta la Eu di distanza…By the way, when-whatever you need…here i’ m….
yours sincerly
PaJaMa the PoW

consiglio finale..a proposito di Beatles..guardatevi Across The Universe, il protagonista è anche molto carino!!
un bacione a tutte
good night and good luck
MinnieLou
Yes girls! Incredibile ma vero! Vado a Londra!Sono emozionata, sono contenta! Che ficata!
I miei compagni di band Fracula, ovvero Matt e Mikko avevano deciso di andare qualche giorno a Londra e io mi sono aggregata a loro! Yes, let’s get the fuck outta Lapponia! Lo so sono in Västerbotten…
Voli assolutamente low-cost, ostello sul posto e pub a go-go! Viaggio supereconomico…
Resta solo da capire la storia del passaporto.
Ho capito solo ieri sera il messaggio di Joe Strummer, santo protettore, che stava sotto la mia decisione di fare il passaporto nel 2006, quando assolutamente non mi serviva a un cazzo. E ho capito anche che Joe Strummer me lo ha fatto portare qui in Svezia, pur senza motivo dato che siamo in UE.
Il punto è che UK non è UE, o il cazzo che è, insomma serve il passaporto. Io però non l’ho mai bollato. Ma mi fido di qualche info trovata online secondo cui la marca da bollo è una tassa italiana, dunque se mi sposto dalla Svezia all’Inghilterra non dovrebbe essere neanche presa in considerazione dalla dogana.
E’ anche vero che ci sono dei precendenti orribili tipo Skip Jensen che viene in tour in Europa dal Canada qualche anno fa, atterra a Londra, gli chiedono la carta d credito per verificare che avesse sufficiente denaro per stare in Europa (non so perchè, questa è una storia Badii a me riportata dal Safari), non ce l’aveva. e lo hanno rispedito in Canada. Tour annullato ovviamente.
A questo punto, mia cara Cherry, tu sei la massima esperta in proposito, e mi devi, no aspetta mi DEVI dire quali sono i veri MUST e cosa non mi posso perdere nella città della Regina.
God shave the Queen.
Oh Man, Oh God, Oh Man, Oh God, Oh Man….
scusate la deviazione ma è il nostro tormentone del momento.
Maggiori info qui:
http://www.youtube.com/watch?v=Y9KyBdPeKHg
Bene. Detto questo mi metto a studiare, ma con l’umore del tutto diverso! YEAH!
Commento finale: a vederci andare in giro sembriamo una barzelletta: c’era un’italiana, un americano e un finlandese….